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SCHIAFFO ALLE POLITICHE SOCIALI DI SAN SEVERO PDF Stampa E-mail
Questa è la città che vogliamo?
Se fosse una colonna sonora sarebbe: “Immobile” di Alessandra Amoroso.
Non è questione di destra o di sinistra, ma dopo cinque anni di lavoro per costruire servizi e qualità della vita competitivi nella città, dopo aver realizzato un sistema di ambito considerato tra i migliori in Puglia, dopo aver ottenuto riconoscimenti pubblici, anche dalla stampa nazionale, è davvero triste assistere all’immobilismo degradante in uno dei settori più delicati della vita della nostra città, eppure non era necessario impegnarsi molto, bastava partire da quanto già programmato, infatti il Piano 2010-2012 dettato dalla Regione Puglia, prevedeva semplicemente il potenziamento dei servizi nati con il vecchio Piano, che hanno dato un riscontro positivo (come l’assistenza domiciliare per gli anziani, e i diversamente abili sia fisici che mentali) e l’eliminazione dei servizi che hanno funzionato poco, (per la verità pochi, forse l’affido,ma solo perché dovevano trovarsi nuove forme di attivazione e promozione).
Ora dopo tutto questo, dopo servizi ed infrastrutture sociali che come una ventata di novità hanno invaso questa città e ne hanno cambiato l’approccio sociale, vedere tutto questo immobilismo provoca un sentimento di profonda tristezza.
La tristezza diventa rabbia, ma soprattutto allarme quando da una lettera su PugliaSocialeNews , si legge che nella seduta del 2 febbraio scorso la Giunta Regionale ha adottato la Del. G.R.n.280 per diffidare gli ambiti territoriali che dopo la proroga chiesta prima di Natale, a fine gennaio risultavano in grave ritardo nel percorso per l’approvazione del Piano Sociale di Zona. Tra i Comuni diffidati si legge il nome di San Severo, questo significa che se entro il 4 marzo il Comune di San Severo risulterà ancora inadempiente saranno attivate procedure sostitutive da parte della Regione Puglia. Tutto ciò sta comportando un enorme ritardo nella erogazione delle prestazioni ai cittadini. È penoso assistere alla guerra per bande all’interno della maggioranza e del PDL, mentre viene completamente trascurato un settore amministrativo che riguarda la vita delle famiglie più bisognose, i disabili, gli anziani, i minori a rischio.
Dove è finita la concretezza e l’efficienza promesse in campagna elettorale?
Tutto sta svanendo tra inerzia, incapacità che nelle politiche sociali, diventa danno per la città.
È proprio l’approccio ad essere dannoso perché si passa da un moderno ed imparziale sistema integrato di servizi che pone al centro le persone e i propri diritti, alla politica della “mancia”, “dell’assistenza clientelare”, “del favore all’amico” che magari li ha sostenuti in campagna elettorale.
È una vergogna per la dignità della nostra città e per le persone più deboli della città.
Se non si è capaci di assolvere ai compiti primari di un amministrazione locale è bene tornarsene a casa.

Paola Marino
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