Mongiello: "Il ricorso alla fiducia nega i fondi per la diga"

"E' un momento nero per la nostra agricoltura", con queste parole ieri i senatori del Partito Democratico in
commissione Agricoltura hanno dato addio al decreto milleproroghe sul quale il governo, ponendo la fiducia, ha di fatto annullato tutti gli emendamenti proposti. Tra questi - rileva la senatrice foggiana Colomba Mongiello, componente della stessa commissione - figurano interventi importanti che riguardano la Capitanata come il piano saccarifero e il rifinanziamento del Piano irriguo nazionale, la "cassaforte" per rendere possibile la realizzazione della diga di Piano dei Limiti.
"Al segretario della Cisl che ci esorta a fare il nostro dovere dico: così è impossibile. Mi rivolgo a Di Conza - dice la senatrice - che nei giorni scorsi dalle colonne della Gazzetta del Mezzogiorno esortava i parlamentari eletti in Capitanata a fare tutto il possibile affinchè il governo assicuri il consorzio di bonifica che i fondi residui (65 milioni; ndr) non sono già stati destinati altrove. In queste condizioni è però impossibile esercitare le funzioni di parlamentare - lo sfogo della senatrice - per l'ennesima volta ci vengono negate le nostre prerogative costituzionali".
Finiscono sotto la mannaia del voto di fiducia emendamenti di portata strategica, quali la razionalizzazione e la riconversione della produzione bieticolo-saccarifera, il rifinanziamento del Piano irriguo nazionale e la proroga al 31 dicembre (anziché al 31 luglio) delle agevolazioni fiscali per le aziende che operano nelle zone svantaggiate e di montagna, tutti emendamenti "presentati dal gruppo del Pd".
"Purtroppo - affermano in una nota i senatori del Pd in commissione - siamo costretti a registrare che ancora una volta è andata sprecata l'occasione di porre mano a tematiche urgenti per il comparto agricolo, di cui questo esecutivo non ha alcuna intenzione di occuparsi. Peccato che al Governo - si legge ancora - sfugga il particolare che a perdere, con le sue continue muscolari prove di forza, non sia solo il Parlamento, o meglio i parlamentari dell'opposizione, ma gli agricoltori italiani che ricevono oggi l'ultima di una lunga serie di umiliazioni".