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ACQUA "BENE COMUNE" E FONDO PER I NON AUTOSUFFICIENTI PDF Stampa E-mail
Marino: "un'altra pagina di buona politica regionale"

Continuano le buone notizie dal governo regionale, nonostante le provocazioni che dal centrodestra incalzano con la campagna elettorale. E così, mentre il Governo impugna le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata per le questioni nucleari (adesso è chiaro che sono proprio queste le regioni  che accoglieranno tutte le porcherie nucleari indipendentemente da quello che pensano i cittadini di questi territori), il governo della Regione Puglia continua a governare bene, garantendo ai cittadini garanzie sociali rispettose del bene comune. Proprio ieri, infatti, è stato approvato un disegno di legge regionale che sancisce il principio dell’acqua bene comune dell’umanità, per cui il servizio idrico integrato deve essere necessariamente gestito da un soggetto pubblico, per cui si avvia il processo di creazione dell'azienda pubblica regionale "Acquedotto Pugliese – AQP”.
Specificamente si stabiliscono i principi dai quali trae ispirazione l’intero disegno di legge, ovvero che l’acqua è un bene comune, di proprietà collettiva, essenziale e insostituibile per la vita, non assoggettabile a leggi di mercato, il cui approvvigionamento deve essere difeso e garantito dalla Regione Puglia. Viene inoltre sancito il principio secondo cui il servizio idrico integrato è privo di rilevanza economica e deve essere sottratto da ogni regola della concorrenza.
Stessa linea per ciò che riguarda l'istituzione del fondo regionale per il sostegno delle persone non autosufficientie loro nuclei familiari. Ecco il commento del Presidente della Terza Commissione DIno Marino (in foto): "Oggi (ieri, n.d.r.), in Consiglio Regionale abbiamo approvato la legge "Istituzione del fondo regionale per il sostegno delle persone non autosufficienti e loro nuclei familiari". Un'altra pagina di buona politica sulla strada dell'inclusione sociale. Un'altra iniziativa legislativa espressione del buon governo per i pugliesi. In Puglia sono 723.876 le persone anziane (il dato è relativo al 31.12.2007), pari al 19,7% della popolazione residente in totale e di queste 340.000, cioè circa il 48%, sono i cosiddetti "grandi anziani", cioè gli anziani con oltre 75 anni. E, sempre con riferimento ai dati ISTAT, le persone con disabilità che hanno tra i 6 e i 74 anni, sono circa 97.000. Gli anziani che in Puglia percepiscono servizi afferenti all'assistenza continuativa (ADI, RSA, RSSA, riabilitazione) sono solo il 3,5% degli anziani residenti, contro il 7,9% che è il valore medio nazionale. Solo l'1,6% della popolazione anziana usufruiva (nel 2006) di assistenza domiciliare integrata: doppia è l'incidenza media a livello nazionale. L'offerta di servizi sia di carattere domiciliare che di carattere residenziale sociosanitario è fortemente carente sul territorio regionale, rispetto al dato medio nazionale: 3,7 posti letto per 1000 anziani in RSSA in Puglia a fronte di 8,2 posti letto in Italia. E questo è solo uno dei dati più indicativi. Vi è una forte e improcrastinabile esigenza di concertare le risorse per accrescere l'offerta di prestazioni sociosanitarie a carattere domiciliare, semiresidenziale e residenziale, ma anche di accrescere il grado di appropriatezza delle prestazioni per le persone non autosufficienti, che attualmente drena ancora una quota significativa di risorse verso l'assistenza ospedaliera. In questo contesto la normativa approvata è rivolta al consolidamento delle politiche regionali per le non autosufficienze, al rafforzamento della rete delle prestazioni domiciliari sociali, sanitarie e integrate, al miglioramento dell'appropriatezza nel ricorso alle prestazioni residenziali e semiresidenziali, nonché alle prestazioni ospedaliere. Il Fondo Regionale per le non autosufficienze aspira a conseguire importanti obiettivi di razionalizzazione della spesa e ad introdurre criteri di efficienza connessi in particolare al vincolo di eventuali risparmi verso il reimpiego nello stesso ambito delle prestazioni di assistenza territoriale sanitaria e sociosanitaria. Stante, infatti, l'attuale gestione del Fondo Sanitario Regionale e la sua attribuzione indistinta alle ASL pugliesi per il conseguimento degli obiettivi del DIEF, non è possibile quantificare con esattezza le risorse del Fondo Sanitario Regionale che concorrono alla determinazione del Fondo per le Non Autosufficienze, con riferimento agli specifici LEA, ma può solo essere stimato nell'ambito della quota (pari al 27,4% - Fonte: DIEF 2009 stiamo parlando di circa 100 milioni di euro) che viene assegnato alle ASL per l'altra assistenza territoriale, con esclusione dell'assistenza dei PLS e MMG e della assistenza farmaceutica. Questa legge è assai importante per porre le basi per un consolidamento delle prestazioni sociosanitarie e sanitarie assicurate alle persone non autosufficienti, nonché per avviare un percorso di razionalizzazione e per perseguire obiettivi di risparmio e - non sembri una contraddizione - di estensione dei bacini di utenza per le diverse prestazioni. Inoltre, rappresenta una utile occasione per mettere a sistema sul piano organizzativo, finanziario e gestionale tutti gli interventi assicurati alle persone non autosufficienti e ai rispettivi nuclei familiari"
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