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SOLO SEI MESI ED E' GIA' CRISI PDF Stampa E-mail
A Palazzo Celestini primi dissapori nella maggioranza

Sono passati solo sei mesi dalle elezioni che hanno proclamato Gianfranco Savino sindaco della città di San Severo, e già si parla di crisi politica nella maggioranza. In questi sei mesi, oltre all'immobilismo generale che non ha saputo cogliere a proprio vantaggio neppure le opportunità lasciate dalla scorsa amministrazione di centro-sinistra, non c'è stato nulla di costruttivo o di strategico e, anzi, c'è stato un arretramento generale, atteso che neanche i paesi vicini vedono più in San Severo quel motore naturale per tutto l'Alto Tavoliere.
Il bello è che di questa crisi si parlava già dal giorno dopo (o forse è meglio dire già da qualche mese prima) delle elezioni di giugno proprio a causa del "dictat" che ha portato Primiano Calvo ad essere il "candidato vicesindaco" contro ogni logica che vedrebbe investito di una carica politica così importante un "eletto dal popolo" e non un "incaricato ad personam".
"E’ evidente che c’è una frattura nella maggioranza di centrodestra che governa “Palazzo Celestini”. - ha dichiatato Dino Marino - Il sindaco ha tolto le deleghe al suo vice, il quale non condivide le scelte dell’amministrazione che in questo momento sono segnate fortemente dalle indicazioni di Damone – il vecchio - e Caposiena. Calvo è stato nominato vicesindaco, in ragione di un accordo politico che ha retto tra mille difficoltà, solo per pochi mesi. La città è stretta nella morsa degli interessi di alcuni personaggi, mentre per i cittadini questa amministrazione non sta facendo nulla".
Ma oltre a ciò è chiaro che la scelta politica del centrodestra di presentarsi alle elezioni con una coalizione formata da nove liste non avrebbe mai potuto reggere per tanto tempo.
"Il centrodestra - continua Marino - pur di vincere le elezioni comunali, ha prodotto una serie di liste tutte portatrici di interessi particolari e personali con cui il sindaco Savino non riesce a mediare per la sua incapacità politica amministrativa e perché è nelle mani solo di una parte. Siamo in presenza di un sindaco con una scarsa autonomia di pensiero e ad un andamento amministrativo che tutela solo gli amici degli amici".
Ma quello che più ha caratterizzato questo inizio di consigliatura è stata, senz'ombra di dubbio, la corsa agli incarichi cercando di favorire, in ogni modo, chi ha fatto sì che Savino diventasse primo cittadino.
"Basta guardare a come sono stati nominati i dirigenti - ha concluso il consigliere regionale DIno Marino -, ai conflitti d’interessi di consiglieri comunali che, allo stesso tempo, svolgono anche funzioni di direzione dei lavori per conto dell’Amministrazione comunale, alle società a cui vengono affidate le campagne di comunicazione della ditta che svolge il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani e soprattutto alla lotta che si è scatenata, negli ambienti della maggioranza, intorno all’energia alternativa che più che un occasione di sviluppo sta alimentando gli appetiti personali di molti personaggi non solo di San Severo".
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