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UN PEZZO DI FACEBOOK SU REPUBBLICA PDF Stampa E-mail
Una pagina contro il Premier per la libertà di stampa

la RepubblicaNel quotidiano "la Repubblica" di domani, 8 luglio, sarà inserita una pagina pubblicitaria nata e finanziata attraverso il più famoso socialnetwork: "Facebook". L'idea è venuta a Geronimo Emili, 38 anni, fondatore del gruppo "Una pagina di pubblicità su Repubblica", nato dopo che Berlusconi, alla riunione dei giovani industriali ha detto: "non dovete investire sui giornali che sono contrari al governo, meglio se concentrate la pubblicità su quei giornali che non sono catastrofisti". Proprio queste parole hanno indignato Geronimo a tal punto che lui, nonostante dica di essere "un ragazzo degli anni ottanta, superficiale e disinteressato", fonda un gruppo su Facebook per chiedere alla rete un gesto eclatante: comprare una pagina di pubblicità su Repubblica in cui inserire una lettera aperta indirizzata ai sette capi di stato in Italia per il G8.
Il testo di presentazione del gruppo è semplice ma efficace, visto che dopo poche ore si sono iscritti più di 2000 internauti.
"Silvio Berlusconi dice di non dare pubblicità a La Repubblica. Diamo quindi una risposta forte e veloce a questo indegno attacco alla libertà di stampa: compriamo una pagina di pubblicità su Repubblica.
Un euro a testa per pubblicare la prima pubblicità social mai realizzata.
Compriamo tutti assieme una pagina per pubblicare una lettere aperta a Silvio Berlusconi firmata da tutti  coloro che si iscriveranno al gruppo e che doneranno un euro per partecipare all'acquisto".
Questo lo scopo del gruppo, ma che poi si è trasformato in un blog (per timore di censura su Facebook) che ha ricevuto altre centinaia di adesioni.
«Sapevo che l'idea era buona, ma non mi aspettavo una risposta così forte e immediata. E' arrivato di tutto:
dal cassintegrato che mandava appunto un euro, fino al benestante che ne mandava 300. Ma la media era tra i venti e i trenta euro a testa, molto di più rispetto a quello che avevamo chiesto».
E tutti i contributi venivano da semplici cittadini: «Nessun partito ha messo una lira, nessuna organizzazione
politica o d'altro tipo, nessun parlamentare. E' tutta un'iniziativa nata dal basso e nutrita dal basso».
L'obiettivo è stato raggiunto per cui domani esce la prima pagina "social" con l'appello ai potenti della Terra in cinque lingue (inglese, francese, tedesco, russo e giapponese) con le cinquecento firme degli autotassati.
L'importanza dell'appello in tutte le lingue è dato dal fatto che, in questo modo, la pagina finirà nelle rassegne stampa estere e sul tavolo dei sette capi di stato che si incontreranno a L'Aquila.
«Una prova, tra le tante, che Web e cartaceo non sono conflittuali ma complementari. Per le battaglie civili così come per le inserzioni pubblicitarie», conclude soddisfatto Emili.

Ecco di seguito l'appello:

LA STAMPA NON PUÒ ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE
(Art. 21 della Costituzione Italiana, 1948)

BISOGNEREBBE NON AVERE OGNI GIORNO SINISTRA E MEDIA CHE CANTANO LA CANZONE DEL DISFATTISMO E DEL CATASTROFISMO. ANCHE VOI DOVRESTE OPERARE, ANZI DOVRESTE FARE DI PIÙ: NON DATE PUBBLICITÀ A CHI SI COMPORTA COSÌ.
(Silvio Berlusconi ai giovani industriali italiani, 13 giugno 2009)

Con questa sua dichiarazione rilasciata di fronte ai giovani imprenditori italiani, Silvio Berlusconi ha espresso l’invito a boicottare, sospendendo gli investimenti in pubblicità, quelle testate che raccontano la verità sulla crisi economica; ha poi attaccato direttamente Repubblica accusandola di guidare un piano eversivo. È la prima volta che un premier occidentale invita ad alterare il mercato e a boicottare i giornali a lui sgraditi.
Riteniamo inaccettabile questa forma di pressione: è un comportamento che richiama forme di governo tipicamente non democratiche.
Questo appello non è rivolto a quei cittadini preoccupati per Repubblica, anche perché siamo convinti che la maggioranza degli imprenditori non aderirà all'invito, avendo loro un senso dello stato e della democrazia molto più radicato e profondo rispetto a quello del Capo del Governo. Noi intendiamo rivolgerci a coloro che credono che questa ingerenza sia indegna, illiberale e antidemocratica. Non contestiamo il governo, le sue scelte o la sua politica; contestiamo la forma e la sostanza di chi lo presiede quando esprime queste modalità aberranti dell'esercizio del potere.

Egregi Presidenti
Angela Merkel, Taro Aso, Gordon Brown, Stephen Harper, Dmitry Medvedev, Barack Obama e Nicolas Sarkozy:

FATELO SAPERE, NON LASCIATECI SOLI!

Questa pagina è stata acquistata da un gruppo di liberi cittadini di diversi orientamenti politici che hanno deciso di autotassarsi perché fortemente imbarazzati, nonché preoccupati per la progressiva perdita della libertà di stampa e per il ruolo di guardiano attento della democrazia che essa ricopre.
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