
Ho scelto, insieme a Francesco Gravino, animatore della rappresentazione teatrale intitolata "23 marzo 1950, cronaca di una ribellione", di inserire questo evento nella mia campagna elettorale.
Quest'anno ricorre il 60° anniversario dei fatti del 23 marzo 1950, uno snodo importante nella storia della lotta per il lavoro e la dignità del mondo bracciantile. Una giornata indagata e studiata con gli occhi di un ragazzo che attraverso i racconti di mio padre, preso e poi scappato dalla camionetta della polizia che lo trasportava, di mio zio "Capitan Tardio" che mi ha raccontato gli anni del carcere, di Carmine Cannelonga segretario della CGIL, diregente del PCI e punto di riferimento per intere generazioni che lo hanno conosciuto, di Matteo D'Onofrio, padre di un mio amico carissimo che raccontava il valore politico di quelle lotte e dell'entusiasmo di Isabella Vegliato, conosciuta con il nome di Sabblin.
Loro sono stati protagonisti a vario titolo di quegli anni in cui i "cafun" non avevano lavoro e non conoscevano tutele. La mia storia e la mia identità sono loro e con questa rappresentazione teatrale ho voluto ricordarli a modo mio, quando con sfumature diverse tutti mi dicevano la stessa cosa: il lavoro dà dignità ...
In questi anni in cui ho svolto il ruolo di Presidente della COmmissione Sanità della Regione Puglia ho contribuito a sciogliere un esercito di 4500 lavoratori precari, che non avevano tutele, certezze e futuro. Oggi, dopo la stabilizzazione hanno iniziato a coniugare il lavoro con la dignità, con la certezza con la sicurezza di un lavoro a tempo indeterminato, così come hanno fatto i ragazzi e le ragazze del 118.
Ho scelto di tornare alla nostra storia, ad una generazione che sessant'anni fa, dopo il fascismo e una guerra tremenda non aveva lavoro e certezze, proprio come i ragazzi di oggi che si trovano a subire una grande crisi economica di cui non sono i colpevoli ma che ne stanno pagando le conseguenze.
Le nuove generazioni hanno studiato, molti di loro si sono laureati ed hanno attraversato percorsi formativi di grande rilevanza. Ma oggi non hanno futuro, non hanno un lavoro certo e a volte svolgono, con estrema dignità, lavori che mortificano le loro aspettative (così mi ha scritto Roberta, una giovane laureata in Farmacia).
Molti decidono di diventare vassalli (spinti dalla necessità di un lavoro) del politico di turno che li abbindola con proposte oscene, legandoli a doppio filo ai propri interessi personali.
Sentivo il bisogno di parlare di questo dramma, di iniziare a dare soluzioni, di impegnarmi con tutto me stesso per trovare una soluzione dignitosa a tante ragazze e ragazzi di questo territorio, per coniugare nuovamente il lavoro con la dignità.
Vi aspetto martedì 23 marzo all'Asilo Trotta per vivere insieme la storia del nostro paese e per impegnarci reciprocamente affinchè non accadano mai più fatti così drammatici.
Dino Marino