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UNA FINANZIARIA CONTRO LE DONNE |
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NESSUNA MISURA PER L'OCCUPAZIONE FEMMINILE
Il Pd ha denunciato come, a fronte di una grave crisi economica che penalizzerà le donne che nel lavoro sono più precarie e peggio pagate degli uomini, la Finanziaria non contenga alcuna misura per l'occupazione femminile. Il ministro ombra per le Pari opportunità e il gruppo Pd al Senato hanno presentato una serie di emendamenti per cercare di colmare il gap creato dal governo. L'Esecutivo e la maggioranza hanno bocciato tutti gli emendamenti oltre a respingere un ordine del giorno che impegnava il governo e promuovere comunque l'occupazione femminile.
Ecco le proposte presentate dal Pd al senato:
- ridurre il costo del lavoro delle donne;
- introdurre una proroga del credito di imposta per le imprese che assumono donne nelle aree del Mezzogiorno;
- rifinanziare e riqualificare il Fondo nazionale per l'imprenditoria femminile;
- estendere e potenziare i congedi parentali, prevedendo un congedo obbligatorio anche per i padri;
- introdurre la detrazione fiscale delle spese sostenute dalle famiglie per l'assistenza ai bambini e agli anziani;
- sviluppare il sistema territoriale dei servizi socio-educativi.
CANCELLATO IL FONDO ANTIVIOLENZA
La Finanziaria ha abrogato il Fondo per il piano nazionale contro la violenza sulle donne, istituito e finanziato dal governo di centrosinistra, che prevedeva per il 2009 20 milioni di euro da destinare, tra le altre iniziative, ai centri antiviolenza e a un Osservatorio sul fenomeno. Dopo mesi di demagogia sulla violenza di genere, prima causa di morte per le donne, il governo mette a rischio le strutture finalizzate alla prevenzione e al recupero delle vittime. Basti pensare che in Italia i centri antiviolenza sono poco più di 100, localizzati quasi tutti al centro-nord, mentre quelli del Sud versano in grandi difficoltà per carenza di stanziamenti.
Il Pd ha presentato un emendamento, che è stato bocciato dal governo e dalla maggioranza, per la ricostituzione del Fondo e ha chiesto di creare un centro antiviolenza in ogni capoluogo di provincia e in ogni grande città italiana.
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