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AGRICOLTURA E PESCA: UN PATRIMONIO ABBANDONATO DAL GOVERNO PDF Stampa E-mail
altIl Governo ha eluso la necessità, più volte auspicata dal Pd, di una politica di maggiori investimenti nel comparto agroalimentare e di provvedimenti straordinari mirati al sostegno del settore primario da mesi in sofferenza.
L'opposizione aveva chiesto al governo e alla sua maggioranza 200 milioni di euro l'anno nel triennio 2009-2011 per il fondo di solidarietà nazionale, l'estensione del credito di imposta e dei contratti di filiera nel settore agroalimentare a tutto il territorio nazionale, il rafforzamento della tutela e della competitività dei prodotti a denominazione protetta, la promozione della produzione di energia elettrica da biomasse, più consistenti agevolazioni sulla contribuzione per le aree svantaggiate e la risoluzione dei contenziosi contributivi giacenti presso l'Inps. Inoltre l'avvio e il completamento delle opere previste dal Piano irriguo nazionale, incentivazioni per l'occupazione giovanile e per l'imprenditoria femminile e ulteriori e più organici aiuti per i settori della pesca e dell'acquacoltura.
Sono queste le principali questioni oggetto degli emendamenti PD al decreto sulla competitività del settore agroalimentare, sui quali la maggioranza ha votato favorevolmente in Commissione, salvo poi a bocciarli in Aula !
Anche quando, in occasione del dibattito sulla Legge Finanziaria, il Gruppo PD ha provato a riproporli, da parte del Governo e della maggioranza si è dato luogo alla ormai solita falcidie.
L'unico varco che si apre per il lavoro successivo è costituito da alcuni ordini del giorno del Gruppo PD accolti dal Governo come mere raccomandazioni.

IL SETTORE AGRICOLO IN DIFFICOLTA' E FUTURI SCENARI
Il settore agricolo si sta avviando, dopo una stagione di crescita dei prezzi all’origine che aveva condotto ad un incremento del reddito delle aziende agricole, ad una fase di ribasso e ad una situazione di crisi diffusa aggravata dalla grave crisi economica mondiale.
La politica agricola comunitaria dovrà, nell’immediato futuro, necessariamente saper fronteggiare uno scenario più complesso e dovrà essere in grado di fornire un’idonea strumentazione - anche alla stregua del dibattito in corso sulle prospettive finanziarie post 2013 - che nel medio/lungo periodo sappia cogliere le nuove sfide.

UNA FINANZIARIA INSENSIBILE AI PROBLEMI DEL COMPARTO AGRICOLO
Sia il Documento di programmazione economico-finanziaria relativo al triennio 2009-2013 sia il decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, parte della manovra finanziaria per il prossimo triennio, non hanno previsto al loro interno specifiche misure per il settore agro-alimentare e della pesca né tanto meno interventi di natura strutturale per la crescita economica del comparto.
La legge finanziaria per il 2009 contiene per il settore agricolo-forestale e della pesca, misure insufficienti a garantire al mondo del lavoro e dell’impresa interventi necessari per il consolidamento e lo sviluppo del sistema agroalimentare nazionale. Si tratta, in particolare, di interventi che non attutiscono l’effetto depressivo dei tagli operati dal decreto-legge n. 112 del 2008 che risultano particolarmente gravosi per il settore agricolo.

DAL GOVERNO SOLO TAGLI E FORTI RIDUZIONI DI SPESA
Il saldo tra le misure introdotte e i tagli risulta negativo e rivela forti riduzioni di spesa: nel 2009, gli stanziamenti di competenza diminuiscono di 459 milioni di euro pari al 25,6% dell’intero bilancio del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Sono in particolare le spese per investimenti ad essere penalizzate subendo una contrazione del 39,6%.
Il programma di sviluppo e sostenibilità del settore agricolo, agroalimentare, agroindustriale e mezzi tecnici di produzione, nel quale si trovano gran parte delle autorizzazioni di spesa destinate agli investimenti, subisce un taglio di 432 milioni di euro rispetto all’assestamento del 2008 di cui ben 354 milioni riguardano la spesa in conto capitale, ossia gli investimenti fissi lordi e gli acquisti di terreni, contributi agli investimenti alle imprese ed alle famiglie. Si tratta dell’83% del taglio complessivo che indica chiaramente come per il 2009 il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, al di fuori di una gestione ordinaria, peraltro anche essa ridimensionata, non potrà fare alcun investimento di rilievo in un settore che per competere ha bisogno di innovazione, di crescita dimensionale, di sostegno alle imprese colpite da crisi di mercato e calamità.

COSA FARE PER RILANCIARE IL SETTORE
In un momento in cui gli elementi di debolezza del settore sono amplificati dalla volatilità dei prezzi, dalle inedite difficoltà di accesso al credito e da un ruolo sempre meno incisivo del sostegno pubblico, si rileva l’esigenza :
a) di una strategia per il rafforzamento del sistema agroalimentare italiano che abbia una prospettiva di medio - lungo termine e che sappia attivare interventi strutturali e profondi, tra cui la necessità di prevedere in materia previdenziale la conferma delle agevolazioni per il settore agricolo nelle aree svantaggiate del Paese;
b) di prevedere, per il prossimo triennio, adeguate risorse finanziarie per gli interventi del Fondo di solidarietà nazionale al fine di dare piena attuazione ai meccanismi di gestione del rischio in agricoltura e potenziare il ruolo delle polizze assicurative; favorire il ricambio generazionale e lo sviluppo delle imprese giovanili nel settore agricolo, con particolare riguardo all’imprenditoria femminile;
c) di promuovere un’agricoltura «di precisione» orientata alla razionalizzazione dei sistemi di gestione e degli impianti produttivi, prevedere misure che garantiscano il risparmio idrico;
d) di promuovere lo sviluppo dell’uso sostenibile delle biomasse e dei biocarburanti, favorendo lo sviluppo delle filiere nazionali attraverso l’utilizzo di materia prima di origine nazionale;
f) di procedere al rafforzamento ed al consolidamento della competitività del settore agroalimentare e forestale attraverso interventi orientati alla crescita dimensionale delle imprese della filiera produttiva e prevedendo l’utilizzo di adeguate risorse in innovazione e ricerca;
g) di promuovere l’internazionalizzazione delle imprese del comparto agricolo e della pesca, rafforzandole sotto il profilo dimensionale mediante processi di aggregazione che garantiscano ulteriori possibilità di crescita sui mercati esteri e attraverso l’incremento di risorse per gli strumenti di sostegno alla promozione nei mercati esteri previsti nelle ultime due leggi finanziarie;
h) di favorire misure specifiche per lo sviluppo, il riposizionamento e la ristrutturazione delle imprese della pesca e dell’acquacoltura ed in generale la complessiva modernizzazione del settore ittico;
i) di valorizzare il ruolo dei distretti rurali e agroalimentari di qualità ed affidare ai piani di sviluppo rurale il compito di promuovere il territorio e di rilanciare la qualità dei prodotti.
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