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SAPERE, CULTURA, SPETTACOLO E SPORT: IL LUOGO DEL SACCHEGGIO DELLE RISORSE PDF Stampa E-mail
alt"Povera università con i tagli della Finanziaria, almeno un miliardo e mezzo di euro e una crisi sicura dal 2010. Povera scuola se la sua qualità è affidata a 8 miliardi di tagli e 87.000 insegnanti in meno per il prossimo triennio. Il problema della scuola e dell'università è quello di investire nelle risorse disponibili, a partire da quelle più importanti cioè quelle umane. Ancora una volta invece emerge l'idea che un ambito, quello del sapere, debba essere il luogo del saccheggio delle risorse. Il profitto, in questo caso, non è rappresentato dal guadagno economico, ma da un investimento a lungo termine sul piano educativo. Nel resto del mondo questo semplice concetto e' quasi una banalità. Purtroppo non lo e' per questo Governo. Basterebbe leggere i risultati della Commissione Attali in Francia.
UNIVERSITA' PIU' POVERA PER I TAGLI DELLA GELMINI
Riguardo agli stanziamenti per il 2009, lo stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sconta le riduzioni delle autorizzazioni di spesa operate con il decreto-legge n. 93 del 2008 (c.d. decreto “taglia 1Cl”), nonché quelle previste dall’articolo 66 del decreto-legge n. 112 del 2008 (c.d. manovra d'estate).
Lo stanziamento complessivo per la missione Istruzione universitaria è pari a 8.549,3 milioni di euro (pari al 15,4% dello stanziamento del Ministero), con una riduzione di ben 133,5 milioni di euro (- 1,5%) rispetto al bilancio 2008.
Nel dettaglio:
a) il programma Diritto allo studio nell’istruzione universitaria subisce una riduzione del 26,1% rispetto al bilancio 2008 (pari a 65,1 milioni di euro);
b) il programma Istituti di alta cultura subisce una riduzione del 4,7% rispetto al bilancio 2008 (pari a 20,2 milioni);
c) il programma Sistema universitario e formazione post-universitaria subisce una riduzione dello 0,6% rispetto al bilancio 2008 (pari a 48,3 milioni di euro di euro)
Nell’ambito del programma Diritto allo studio nell’istruzione universitaria:
a) il Fondo per il finanziamento ordinario delle università subisce un taglio di 1,4 miliardi di euro entro il 2013. Si ricorda infatti che il Fondo di Finanziamento Ordinario delle Università (FF0) è stato ridotto di 63,5 milioni per il 2009, di 190 milioni di euro per il 2010, di 316 milioni per il 2011, di 417 milioni per il 2012 e di 455 milioni a partire dal 2013, per un totale di 1,4 miliardi di euro in un quinquennio.
b) lo stanziamento previsto per le borse di studio post laurea, con 160,6 milioni di euro, registra una riduzione di 23,2 milioni di euro rispetto al 2008.
c) Il Fondo per la programmazione dello sviluppo del sistema universitario, con 63,8 milioni di euro, è ridotto di 28,4 milioni di euro rispetto al 2008.
d) Lo stanziamento per i Contributi alle università e agli istituti superiori non statali subisce una riduzione di 40,1 milioni di euro rispetto al 2008.
e) Il Fondo per il sostegno dei giovani e per favorire la mobilità degli studenti è ridotto di 9,7 milioni di euro rispetto al 2008.
f) Il Fondo per l’edilizia universitaria con 3,9 milioni di euro registra una riduzione di 11,1 milioni di euro rispetto al 2008.

PIANO STRAORDINARIO PER L'EDILIZIA SCOLASTICA? DA GELMINI SOLO ANNUNCI
Spese per l’attivazione dei piani di edilizia scolastica e per il completamento delle attività di messa in sicurezza e di adeguamento a norma degli edifici? Lo stanziamento previsto dal Governo è di 100 milioni di euro per l’anno 2009 ed è ridotto di 22,8 milioni di euro rispetto agli impegni precedenti.
Va ricordato che la legge finanziaria del governo Prodi, autorizzava la spesa di 50 milioni di euro per l’anno 2007 e di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009 per l’attivazione dei piani di edilizia scolastica.
Oltre il 40% delle scuole non possiede il certificato di agibilità statica, il 52% è stato costruito prima del 1974, il 75% degli edifici si trova in zona ad alto rischio sismico. Sono i dati del “Rapporto Ecosistema scuola 2008” di Legambiente che evidenzia come numerose scuole italiane non raggiungono gli standard minimi di sicurezza, sono prive dei certificati di agibilità statica o di prevenzione degli incendi, sono ospitate in strutture inadatte, nate per altri usi e mai modificate, oppure alloggiate in strutture vecchissime.
E ancora, il 23% degli edifici scolastici necessitano d’interventi di manutenzione urgenti, mentre il 47% hanno goduto di manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni.

LA RICERCA HA POCHI FONDI E DA PARTE DELL'ESECUTIVO NESSUNA SVOLTA
Lo stanziamento previsto per la missione Ricerca e innovazione è pari a circa 2.5 milioni di euro che si svolge sulla base di tre programmi che vengono ridotti rispetto al bilancio 2008:
a) Ricerca per la didattica con una dotazione di 7,7 milioni di euro a fronte di 8,5 milioni stanziati per il 2008;
b) Ricerca scientifica e tecnologica applicata 252,8 milioni di euro (- 2,5% rispetto al bilancio 2008 e - 20,2 milioni di euro alle previsioni assestate 2008;
c) Ricerca scientifica e tecnologica di base pari a 2.185,4 milioni di euro (- 2,6% rispetto al bilancio 2008).
Nell’ambito del programma Ricerca scientifica e tecnologica di base, poi, registrano un decremento rispetto al bilancio 2008:
a) il Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca viene ridotto di 69,5 milioni rispetto al bilancio 2008;
b) il Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica è tagliato di 3,0 milioni rispetto al bilancio 2008;
c) i contributi per gli istituti scientifici speciali vieneridotto di 2,9 milioni rispetto al bilancio 2008

I TAGLI ALLA CULTURA NON SONO UN MALE NECESSARIO
Per quanto riguarda il Ministero per i beni e le attività culturali le riduzioni operate sono le seguenti: 236,7 milioni di euro per l'anno 2009, 251,3 milioni di euro per l'anno 2010 e 434,6 milioni di euro per l'anno 2010. Rispetto alla legge di bilancio 2008 si registra un decremento di 318,8 milioni di euro (pari al 15,6%). L’incidenza percentuale sul totale generale del bilancio dello Stato è pari allo 0,3%, a fronte dello 0,4% del 2008, relegando l'Italia tra gli ultimi posti in Europa per spesa complessiva destinata alla cultura.
- Per la tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali e paesaggistici è previsto un decremento di ben 252,1 milioni di euro rispetto alla legge di bilancio 2008.
- Subisce un decremento di ben 182,3 milioni di euro anche il programma "Sostegno, valorizzazione e tutela dello spettacolo".
- Viene ridotto anche lo stanziamento previsto per il programma "Tutela e valorizzazione dei beni archeologici" che perde ben 51,7 milioni di euro
- Ed ancora i tagli colpiscono il Fondo per la ricapitalizzazione delle fondazioni-lirico-sinfoniche che viene ridotto di 20 milioni di euro.

UNA POLITICA LONTANA E DISINTERESSATA AL MONDO DELLO SPETTACOLO
La dotazione del Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS) che è lo strumento finanziario attraverso il quale lo Stato sostiene le attività del settore spettacolo, sia del cinema che dello spettacolo dal vivo, sia stato drasticamente ridotto rispetto alla legge finanziaria 2008.
Una politica lontana e disinteressata al mondo dello spettacolo, ha previsto un taglio al Fondo Unico per lo Spettacolo del 35%, portando lo stanziamento del Fondo a 300 milioni di euro. La legge finanziaria 2007 del Governo Prodi, invece, aveva provveduto ad incrementare il Fondo Unico per lo Spettacolo, prevedendo una dotazione di 444 milioni per il 2007 e di 544 milioni di euro per il 2008 e il 2009. La decurtazione del Fondo Unico per lo Spettacolo è di circa 200 milioni di euro. L’inadeguatezza e la scarsità di tali stanziamenti per la produzione e l’industria dello spettacolo italiani potrebbero determinare, di fatto, la chiusura di interi settori di attività che, al contrario, sono da considerare strategici per la ripresa del Paese e necessitano di adeguatezza progettuale, sia in termini di finanziamento, sia in termini di programmazione e di politica di interventi. Va ricordato, poi, che lo spettacolo in Italia, nel suo complesso, conta all’incirca 250.000 addetti, tra artisti, tecnici, operatori, maestranze e che una tale esiguità di finanziamenti pubblici mette in serio rischio i livelli occupazionali dell’intero comparto.

SENZA OSSIGENO GLI SPORT DI BASE E DILETTANTISTICI
La Finanziaria 2009 interviene prevedendo un taglio di 46 milioni di euro per gli investimenti in materia di sport e di 29 milioni di euro per le politiche dello sport. Inoltre, si prevede un taglio di 113 milioni di euro al Coni.
La somma di questi due interventi colpisce sia lo sport come diritto sociale, praticato da milioni di cittadini e, ormai unanimemente riconosciuto, strumento di prevenzione sanitaria e straordinario strumento di integrazione sociale; sia lo sport di alto livello che richiede attenzione, programmazione e sostegno economico.
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