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AMBIENTE: PER L'UE E' UNA RISORSA, PER BERLUSCONI UN FASTIDIO |
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IN ARRIVO UN TAGLIO COMPLESSIVO CHE SUPERA IL 30%
Il ministero dell'Ambiente, della tutela del Territorio e del Mare viene colpito con un taglio dei finanziamenti per 569,7 milioni di euro, pari al 31,1% in meno rispetto alle previsioni assestate per il 2008. Il decreto 112/08 (manovra estiva) ha tagliato al dicastero 247,7 milioni di euro, mentre la Finanzia 2009 impone un'ulteriore taglio di 16,8 milioni di euro. Altre riduzioni di spesa sono previste per gli anni 2010 e 2011.
SE LO SVILUPPO DIVENTA INSOSTENIBILE: COLPITE DIFESA DEL SUOLO, LOTTA ALL'INQUINAMENTO, TUTELA DELLA BIODIVERSITA'
Più nel dettaglio, la missione "sviluppo sostenibile", che costituisce l'insieme delle politiche ambientali di maggiore respiro e prospettiva, subisce un decremento di quasi 555 milioni di euro, pari al 33,3% in meno rispetto alle previsioni assestate per il 2008. In questa voce rientrano le politiche per la "conservazione dell'assetto idrogeologico", il cui finanziamento viene dimezzato tra il 2008 e il 2009, passando da 510,5 milioni di euro a 269, per poi essere ulteriormente dimezzato negli anni successivi e portato a 120, 4 milioni nel 2010 e a 93 nel 2011. Si tratta di un danno enorme per la prevenzione e la difesa del suolo, in un Paese come il nostro in cui anche eventi meteorologici normali causano spesso vittime e danni per la condizione di cronica fragilità idrogeologica del territorio. Settori più colpiti: gli interventi di tutela del suolo in Sicilia e Calabria e i piani strategici nazionali per la mitigazione del rischio idrogeologico e per favorire l'adattamento dei territori.
Stesso destino per gli interventi per la "prevenzione e riduzione dell'inquinamento", che vengono portati dai 309, 6 milioni di euro del 2008 a 220,7 milioni di euro nel 2009 e poi ulteriormente ridotti a 150,4 (2010) e infine a 119,7 (2011). Penalizzata fortemente anche la tutela della biodiversità, i cui finanziamenti vengono dimezzati in 3 anni, passando dai 244 milioni di euro ai 118,3 nel 2011.
Nonostante la demagogia del presunto “miracolo campano”, anche il "trattamento dei rifiuti, le bonifiche e le risorse idriche" subiscono tagli pesanti: lo stanziamento passa dai quasi 280 milioni di euro previsti nel 2008 ai quasi 52 milioni di euro nel 2011. Per non parlare della "vigilanza e repressione in ambito ambientale", colpita con una riduzione del finanziamento di 3,4 milioni di euro.
LA RICERCA "VERDE" PERDE IL 10%
Lo stanziamento complessivo della missione "ricerca e innovazione" in campo ambientale, pari a 104 milioni di euro, registra una riduzione di 11,4 milioni di euro, pari a quasi il 10% in meno.
Il decreto 112/08 (manovra estiva) prevedeva l'accorpamento, ai soli fini del risparmio di risorse, dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente e i servizi tecnici (Apat), dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica (INFS), dell'Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare (ICRAM). Il relativo decreto attuativo, tuttavia, non è mai stato emanato dal governo Berlusconi, il che sta portando alla sostanziale paralisi gli organismi finalizzati alla ricerca ambientale e al monitoraggio ecologico del territorio.
PROTEZIONE CIVILE: -70%
La manovra estiva e quella invernale hanno tagliato complessivamente alla Protezione civile il 70% delle risorse entro il 2011, prevedendone una riduzione del 30% nel 2009 e del 50% nel 2010. Lo stesso Sottosegretario all'Ambiente con delega specifica Guido Bertolaso ha minacciato le proprie dimissioni se questi tagli non verranno recuperati.
TAGLIO AGLI ECO-INCENTIVI
Mentre i leader dell'Unione europea erano impegnati a Bruxelles nella discussione degli ultimi ritocchi alla proposta del Pacchetto Clima-Energia - che propone i target della riduzione delle emissioni di CO2 del 20%, del raggiungimento di un +20% di efficienza energetica e di utilizzo del 20% di fonti rinnovabili per la produzione di energia entro il 2020 -, e mentre in Polonia si svolgeva la Conferenza Onu sul clima, il governo di centrodestra abrogava in sostanza gli eco-incentivi per le ristrutturazioni edilizie.
Se per l’Europa e adesso anche per Gli Stati Uniti di Obama la lotta al cambiamento climatico è una sfida che può portare grandi benefici anche in termini di sviluppo e di contrasto all’attuale crisi economica, per il nostro governo, che ha cercato in ogni modo di boicottare il Pacchetto europeo, essa è soltanto un fastidio di cui liberarsi. Così, Tremonti ha inserito nel decreto "anticrisi" un tetto alle risorse stanziate dallo Stato per finanziarie lo sgravio fiscale del 55% delle spese sostenute per le ristrutturazioni "verdi", sgravio introdotto dal Governo Prodi e che aveva convinto migliaia di famiglie (oltre 200.000) a compiere interventi per risparmiare energia (doppi vetri, isolamento termico, caldaie ad alto rendimento) nelle proprie abitazioni (il fatturato alimentato dagli eco-incentivi supera i 3 miliardi di euro).
Questa scelta ha suscitato immediato allarme tra i cittadini e tra gli operatori del settore, tanto più che la decurtazione dello sgravio varrebbe anche, retroattivamente, per le spese sostenute nel 2008. Di fronte alle proteste e allo sconcerto di tante famiglie e imprese, il governo sembra intenzionato almeno a eliminare la retroattività. Ma se in Parlamento la maggioranza non concorrerà a ripristinare interamente gli eco-incentivi, resta il danno di una decisione che allontanerebbe ancora di più l’Italia dai grandi Paesi industrializzati che stanno puntando sull’innovazione energetica come via per rispondere sia alla crisi ambientale e climatica, che alla difficile congiuntura economica.
IL SALASSO DEI PARCHI
La Finanziaria 2009 prevede un vero e proprio salasso del sistema dei parchi. Come ha denunciato Legambiente, i fondi per le aree protette sono passati infatti dai 62,5 milioni di euro del 2001 per i 20 parchi nazionali (53 euro per ettaro), agli attuali 53 milioni per i 23 parchi (37 euro per ettaro) fino ad arrivare al declino evidente delle previsioni della manovra: 30 milioni per il 2009 (pari a 22 euro per ettaro), 19 milioni di euro per il 2010 e per il 2011 (14 euro per ettaro). Tagli pesantissimi, che costituiscono, a 17 anni dall'approvazione della normativa quadro sulle aree protette (legge 6 dicembre 1991, n.394) una sostanziale battuta d'arresto dello sviluppo dei parchi italiani.
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