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DIFESA: IN PERICOLO LA FUNZIONALITÀ DELLE FORZE ARMATE |
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 I settori della Difesa e della sicurezza sono stati tra i più colpiti dal governo Berlusconi. Dopo aver enfatizzato in campagna elettorale per mesi il tema sui media, l'Esecutivo ha dedicato al comparto pesanti tagli che mettono a rischio, secondo le parole del Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Camporini, la funzionalità stessa dello strumento militare.
SFORBICIATE CHE VENGONO DA LONTANO
Già negli anni 2004, 2005, 2006 il bilancio della Difesa è stato fatto oggetto da parte del governo di centrodestra di tagli sistematici sulle spese di esercizio, i cui effetti sono andati molto al di là di un razionale e sostenibile contenimento, incidendo gravemente sui settori delle manutenzioni e dell'addestramento.
La manovra finanziaria d'estate approvata con il decreto legge 112/2008 ha aggravato questa situazione, delineando un'ulteriore diminuzione degli stanziamenti, passati da circa 20,3 miliardi di euro per il 2009 a poco più di 18,9 miliardi per il 2011. In particolare, nel settore dell'esercizio, la previsione di spesa è passata da 1887,9 milioni di euro del 2008 ai 775, 3 milioni di euro del 2009, subendo in un solo anno un taglio del 29%.
Si tratta di risorse assolutamente insufficienti ad assicurare le attività di addestramento e di formazione del personale, le attività di manutenzione dei mezzi e l'approvvigionamento delle scorte di materiali necessari alle Forze Armate, in particolare perché continuano a essere impiegati nelle missioni internazionali contingenti numerosi (circa 9000 soldati). Il Pd ha sottolineato come il governo avrebbe dovuto stanziare 450 milioni di euro in più per ciascuno degli anni del triennio 2009-2011 per ripristinare i normali livelli di reclutamento, addestramento e formazione del personale, necessari al modello di Difesa che il parlamento ha delineato con la riforma della leva obbligatoria.
MENO ORE DI ESERCITAZIONE E MENO MANUTENZIONE PER ESERCITO, MARINA E AERONAUTICA
La manovra Finanziaria 2009 non solo non ha dato seguito all'inversione di tendenza avvenuta con gli stanziamenti disposti dal governo di centrosinistra per gli anni 2007-2008, riconosciuta dallo stesso Esecutivo Berlusconi nella "Nota preliminare relativa allo stato di previsione della spesa per del ministero della Difesa per l'esercizio finanziario 2009", ma ha aggravato questo stato di cose. Le proiezioni su base triennale 2009-2011 evidenziano il rischio di un progressivo decadimento operativo dello strumento militare, con una netta riduzione delle esercitazioni, delle ore di moto e di volo delle varie componenti, delle attività di manutenzione.
Dimezzate le esercitazioni che i militari potranno effettuare: l'Esercito potrà svolgere circa 2880 esercitazioni, a fronte delle 7500 previste nel 2008, il personale della Marina disporrà di circa 29800 ore di moto, contro le 45 mila previste nel 2008, l'Aeronautica potrà effettuare circa 30 mila di volo a fronte delle 90 mila previste nel 2008.
IL PD DENUNCIA: A RISCHIO MISSIONI E SICUREZZA INTERNA
IN EXTREMIS IL GOVERNO STANZIA NUOVI FONDI
Il Pd ha denunciato, fin dalla manovra estiva, una situazione dei tagli alla Difesa tale da pregiudicare l'operatività delle Forze Armate e la possibilità di continuare le missioni internazionali in sicurezza. Il governo ha risposto confermando, con la Finanziaria d'inverno, le riduzioni degli stanziamenti operate con il decreto 112/2008. Non solo: con un atto molto mediatico ma sbagliato nell'impostazione perché l'ordine pubblico spetta alle Forze di Polizia per questo addestrate, ha inviato 3500 militari ad effettuare pattugliamenti misti nelle città, riconfermando a dicembre, per altri 6 mesi, la permanenza dei soldati nei centri urbani. I senatori del Partito Democratico e il ministro ombra della Difesa hanno più volte sottolineato come l'utilizzo dell'esercito in città, oltre ad essere improprio, configurasse uno spreco di competenze, considerata anche la situazione di scarsità di risorse dell'intero settore.
L'Esecutivo ha infine stanziato in extremis, il 18 dicembre, 675 milioni per finanziare il rinnovo delle missioni internazionali in cui il nostro Paese è impegnato.
COME IL GOVERNO TRASCURA IL PERSONALE MILITARE:
AUMENTI RIDICOLI DI STIPENDIO, 3 EURO AL MESE PER "SPECIFICITÀ"
Il governo di centrodestra ha stanziato per il rinnovo del contratto del personale delle Forze Armate e dei corpi di Polizia 586 milioni di euro a decorrere dal 2009, corrispondenti a una media di 67 euro lordi mensili pro-capite. Il governo Prodi aveva messo a disposizione il doppio, pari a 135 euro a testa.
Non solo, dopo l'enfasi attribuita ai sacrifici sopportati da soldati e poliziotti, il governo ha destinato al riconoscimento della cosiddetta "specificità" di questi dipendenti pubblici solo 12 milioni di euro per i circa 500 contrattualizzati, pari a circa 3 euro a testa al mese, al netto delle ritenute fiscali e previdenziali.
Per due volte in Senato l'Esecutivo e la maggioranza hanno bocciato emendamenti del Pd, presentati a diversi provvedimenti, finalizzati a finanziare con 200 milioni di euro l'indennità di specificità, in modo che non sia solo una voce simbolica (e imbarazzante) dello stipendio.
TAGLI AL RECLUTAMENTO
I tagli sui fondi destinati al reclutamento dei volontari ammontano al 7% per il 2009 e al 40% a decorrere dall'anno 2010. La raccomandazione del governo è che le economie di spesa dovranno avere un importo non inferiore a 304 milioni di euro a decorrere dall'anno 2010. Se permane questo taglio, come hanno spiegato i Capi di Stato Maggiore nelle audizioni in commissione Difesa, nel 2010 i reclutamenti rischiano di bloccarsi completamente. In più, anche i soldati che speravano nella ferma permanente dopo l'addestramento e l'impiego di 5-6 anni non potranno essere riconfermati.
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