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A RISCHIO IL FUNZIONAMENTO DELLA GIUSTIZIA ITALIANA PDF Stampa E-mail
altIl settore della Giustizia ha subito pesanti tagli in tutti i settori di sua competenza. La tutela giurisdizionale, quello che dovrebbe essere uno strumento imprescindibile per assicurare ai cittadini la garanzia e la piena attuazione dei loro diritti, non solo in sede penale ma anche in ambito civile, tributario e amministrativo, vengono così messi a grave rischio. La garanzia del diritto dei cittadini alla sicurezza presuppone, infatti, necessariamente - oltre all’efficienza dell’azione delle forze dell’ordine cui vanno assicurati i mezzi indispensabili per il loro operato - un sistema giudiziario efficiente, per il cui miglioramento è necessario stanziare risorse adeguate e idonee a realizzare un effettivo miglioramento della qualità dell’amministrazione della giustizia.
La Finanziaria va invece in direzione assolutamente opposta.
Rispetto alla precedente manovra il taglio complessivo è di 341,7 milioni di euro andando ad incidere sulle funzionalità della giustizia - e quindi anche della sicurezza e della tutela dei diritti dei cittadini - come quelli dell'amministrazione penitenziaria, della giustizia civile e penale, della giustizia minorile e dell'edilizia giudiziaria, penitenziaria e minorile. Per il prossimo triennio le risorse per la Giustizia sono ridotte del 40%.
In particolare è da segnalare che:
- vengono sottratti 240 milioni di euro per il mantenimento, l’assistenza e la rieducazione dei detenuti; attività che invece sarebbe necessario rafforzare e promuovere, in quanto particolarmente rilevante ai fini della efficacia della pena e, quindi, della riduzione delle probabilità di recidiva;
- sono ridotte anche le dotazioni del 'programma giustizia minorile' con il rischio di paralizzare una funzione - quale quella appunto della tutela giurisdizionale dei minori - essenziale in una società democratica che voglia promuovere l'infanzia e l'adolescenza come valori prioritari. Particolarmente grave appare in tal senso il dimezzamento delle risorse – indispensabili ai fini del reinserimento sociale e della responsabilizzazione del minore - destinate al collocamento in comunità e in centri, nonché l’azzeramento degli stanziamenti per gli interventi da attuarsi nei confronti dei minori tossicodipendenti, tossicofili, portatori di patologie psichiche;
- di assoluto rilievo sono poi le riduzioni previste alle dotazioni per l'edilizia giudiziaria (-19,2 milioni), penitenziaria (-32,5 milioni) e minorile (-4,7 milioni). Non si comprende come l'aumento della popolazione penitenziaria possa essere affrontato con una simile politica di riduzione delle risorse per il sistema penitenziario nel suo insieme (dalle strutture edilizie al personale della polizia e degli operatori penitenziari alla magistratura di sorveglianza);
- non meno penalizzato appare il programma 'giustizia civile e penale', all'interno del quale va registrato il taglio dei cosiddetti consumi intermedi (spese per l’acquisto di beni e servizi), delle risorse destinate agli investimenti e degli stanziamenti per la realizzazione del processo telematico;
- forti riduzioni di spesa per il Fondo di solidarietà per le vittime dell’usura e delle richieste estorsive e per il Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso;
- si dimezza inoltre lo stanziamento previsto per il funzionamento della Scuola superiore della magistratura, destinata a formare i neo-uditori giudiziari;
- tagliate le risorse anche per gli onorari dei giudici di pace e i vice procuratori onorari (circa 7,3 milioni in meno).
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